sigla JB o JC
I dischi con la siglatura "JB" (o "JC" nel caso della Columbia/Sony) significavano "Jukebox".
· Questi vinili a 45 giri erano edizioni speciali promozionali prodotte dalle case discografiche esclusivamente per essere inserite nei jukebox dei bar, dei club e degli stabilimenti balneari, e non erano destinati alla vendita al pubblico nei negozi di dischi.
. Trattandosi di un 45 giri promozionale per Jukebox la sua produzione seguiva logiche molto diverse rispetto ai dischi destinati alla vendita nei negozi:
· Tiratura limitata: Venivano stampate solo le copie strettamente necessarie a coprire il parco macchine dei jukebox attivi in Italia in quella stagione e le copie destinate alle radio. In genere, le tirature di questi singoli promozionali oscillavano tra le poche centinaia e un paio di migliaia di unità.
· Destinati alla distruzione: Finito il periodo di promozione estivo o autunnale, i gestori dei jukebox erano soliti distruggere, smaltire o graffiare i vecchi dischi per far spazio alle novità.
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Due artisti diversi sullo stesso disco: Per ottimizzare i costi e lo spazio nei macchinari, le etichette spesso inserivano il successo del momento di un artista famoso sul Lato A (es. Oasis) e il brano di un artista emergente o di un genere diverso sul Lato B (es. Syria).
Foro centrale grande: Erano stampati con il foro centrale grande (tipico del formato americano) per permettere al braccetto meccanico del jukebox di afferrare e centrare il disco sul piatto senza l'uso di adattatori.
sigla PROMO
Le case discografiche usavano diversi metodi visivi per marchiare queste copie e impedire ai negozianti di rivenderle illegalmente:
1. Etichetta Bianca (White Label): Spesso i promo non avevano la grafica colorata ufficiale, ma un'etichetta completamente bianca con i titoli stampati in nero o addirittura scritti a mano dalla casa discografica.
2. Punzonatura o Taglio (Corner Cut / Punch Hole): Se il promo usava la copertina standard del negozio, la casa discografica faceva un piccolo foro circolare sulla custodia, tagliava un angolo della copertina in cartone, o faceva una tacca con la sega (saw cut). Un disco punzonato perde valore per un collezionista generico, ma conferma al 100% che si tratta di una copia promozionale d'epoca.
Nel mercato del collezionismo, la parola "PROMO" fa quasi sempre impennare il valore del disco per tre motivi:
Qualità del suono superiore: Essendo le primissime copie a essere stampate, i macchinari usavano matrici di metallo nuovissime. Il vinile pressato nei primi lotti ha solchi più precisi e un suono incredibilmente nitido.
Rarità estrema: Se di un disco normale venivano stampate 10.000 copie, la versione promozionale veniva distribuita in sole 100 o 200 copie totali.
Versioni alternative: A volte i promo contengono la "Radio Edit" (una versione più corta adatta ai tempi radiofonici) o mixaggi alternativi che non sono mai stati pubblicati sul disco destinato ai negozi.